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+39 055 2654579Villa storica nel Mugello, Firenze, ridisegnata nell’Ottocento dal pittore Michele Gordigiani. Circa 1.800 mq, parco secolare, atelier, limonaia e terrazze panoramiche.
Immaginate una villa con le radici piantate nel Medioevo che, alla fine dell’Ottocento, diventa qualcosa di completamente diverso.
Siamo nel pieno di una stagione in cui arte, musica, letteratura e paesaggio appartengono allo stesso modo di sentire. Firenze dialoga con Berlino, Parigi e le grandi capitali europee; artisti, musicisti e intellettuali viaggiano, si incontrano, frequentano le stesse case. Ed è dentro questo mondo che il celebre ritrattista fiorentino Michele Gordigiani sceglie questa antica dimora del Mugello e la trasforma nella propria casa.
Con l’architetto Luigi Del Moro ridisegna la villa intorno a un’idea precisa di vita: le torri e la memoria medievale, le terrazze aperte sul paesaggio, il grande atelier costruito intorno alla luce, la sala della musica, i loggiati, il parco e la limonaia. Una casa per dipingere e per ricevere, per stare nella natura e per circondarsi di persone.
Negli anni quelle stanze accoglieranno musicisti, pittori, scrittori e figure della cultura europea. Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse saranno ospiti della famiglia; Giulietta Gordigiani sposerà Robert von Mendelssohn, portando nella villa una storia familiare e musicale capace di unire Firenze e Berlino.
È da qui che nasce Ritratto d’Epoca. Un riferimento al mestiere di Gordigiani, certamente, ma soprattutto alla sensazione che questa casa restituisce ancora oggi: il ritratto sorprendentemente leggibile di un tempo in cui arte, relazioni, paesaggio e vita quotidiana potevano appartenere allo stesso luogo.
Il piano nobile è il cuore della villa e forse il luogo in cui si comprende meglio il mondo per cui era stata immaginata.
Gli ambienti di rappresentanza si susseguono senza mai sembrare semplicemente formali. Alle pareti rimangono dipinti e ritratti che appartengono alla storia della casa; poi si entra nell’atelier di Michele Gordigiani, uno spazio straordinario per proporzioni e luce, segnato dalle grandi aperture vetrate e dagli infissi in ferro che raccontano immediatamente la sua funzione originaria.
Da qui si esce su una terrazza ampia, riservata e realmente abitabile: quasi una stanza all’aperto, sospesa tra la villa e il paesaggio.
Poco distante, la sala della musica racconta un’altra parte della stessa vita. Non è difficile immaginare perché arte e musica abbiano trovato qui un luogo così naturale: i saloni erano spazi di rappresentanza, certo, ma anche stanze da usare, attraversare, riempire di persone. I ritratti che ancora oggi accompagnano il percorso restituiscono qualcosa di chi quelle stanze le ha realmente abitate.
Salendo, il carattere diventa progressivamente più privato. I livelli superiori raccolgono la parte principale delle camere: circa venti stanze, servite complessivamente da dieci bagni, oltre a ulteriori ambienti e saloni. Ancora più in alto si raggiungono le torri, dove cambia ancora una volta il rapporto con il paesaggio.
Al piano terreno la villa mostra invece il suo lato più quotidiano, ed è forse una delle sorprese più interessanti. Le cucine storiche, la tinaia, le cantine e gli antichi ambienti di servizio conservano materiali e proporzioni importanti e si aprono direttamente verso loggiati e spazi esterni, alcuni ancora caratterizzati dalle decorazioni originali.
Con uno sguardo contemporaneo potrebbero diventare una delle parti più vive e informali della casa.
È questa alternanza a rendere gli interni così interessanti: rappresentanza e intimità, arte e quotidianità, grandi ambienti e stanze da reinterpretare. Circa 1.800 mq complessivi, importanti nella scala, ma ancora capaci di essere immaginati come una casa.
Property BookIl Nostro Sguardo
Ci ha colpiti prima la sua storia. Poi, visitandola, qualcosa di molto più semplice: quanto sia ancora possibile immaginarla come una casa.
Dietro la scala monumentale ci sono terrazze da vivere, un atelier pieno di luce, una sala della musica, cucine aperte verso il giardino, loggiati, pergolati e una limonaia che potrebbe tornare ad avere un ruolo straordinario nella quotidianità della villa.
Molti ambienti richiedono un nuovo progetto, ma la sensazione è che qui il lavoro più interessante non sia aggiungere. Sia capire cosa conservare, cosa spostare, quali spazi riportare al centro della vita della casa.
La limonaia è probabilmente il luogo più inatteso di tutta la proprietà.
Esposta alla luce e articolata in due grandi ambienti, ha proporzioni e un linguaggio architettonico che riportano immediatamente alla tradizione delle ville fiorentine. Le rampe, le scalinate, la pietra spugna, l’acqua che affiora e scorre tra le rocce costruiscono una scenografia quasi teatrale: è difficile attraversarla senza pensare a Buontalenti e al modo in cui architettura, acqua e natura diventavano parte di un unico disegno.
Non sembra semplicemente un edificio collocato nel parco, ma un pezzo di paesaggio costruito.
Intorno, il giardino cambia continuamente carattere. Il patrimonio arboreo è straordinario per età e varietà, con grandi esemplari secolari ed essenze diverse che nel tempo hanno trasformato il parco in una sorta di collezione botanica.
Una parte diventa più fitta e boschiva: piccoli sentieri attraversano il verde, girano intorno alla villa e conducono a zone appartate, quasi nascoste. Poi il paesaggio torna ad aprirsi: il giardino delle ortensie, la parte più formale del giardino all’italiana, i diversi livelli e le terrazze costruiscono una successione di ambienti esterni molto differenti tra loro.
Sul fronte panoramico, una grande terrazza accompagnata dalle rose rampicanti apre lo sguardo attraverso la valle fino al lago di Bilancino.
Oltre al parco storico, la proprietà comprende l’oliveta e le parti più agricole del terreno, riportando la villa alla dimensione più ampia della campagna del Mugello.
Forse è proprio questa varietà a rendere gli esterni così vivibili. Non esiste un unico giardino, ma molti modi diversi di stare fuori: nella parte più formale, sotto gli alberi, lungo i percorsi del bosco, tra le rose, nella limonaia o davanti al paesaggio.
Qui la Toscana cambia ritmo e paesaggio.
Siamo nel Mugello, nella grande conca a nord di Firenze, dove le colline lasciano progressivamente spazio ai boschi e alle montagne dell’Appennino. Dalla villa lo sguardo attraversa la valle e arriva fino al lago di Bilancino, mentre intorno il paesaggio rimane verde, ampio e sorprendentemente poco costruito.
Firenze è abbastanza vicina da essere ancora il riferimento naturale della proprietà, come lo era alla fine dell’Ottocento, quando questa era la casa di campagna di una famiglia profondamente inserita nella vita artistica e culturale della città.
È una Toscana meno immediata, forse, ma proprio per questo interessante: più appartata, più verde, segnata dalle stagioni e con un senso dello spazio difficile da trovare nelle zone più conosciute.
Siamo a disposizione per accompagnarvi con competenza in ogni fase della collaborazione.
Proprietà Rif. FH-R256
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Carlotta Fiesoli
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